Perché si deve ballare il tango con le orchestre del '40?

di José, el de la quimera

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Fortunatamente, gli ultimi 20 anni videro la resurrezione del tango ballato giacché ci sono milonghe in quasi tutti i paesi del mondo, dove ballerini e DJs stanno continuamente "consumando" cultura tanguera, e rivivendo le vecchie epoche con le orchestre tipiche. "Ballano la musica dei morti", come qualche volta disse Astor Piazzolla ad Anibal Troilo con tono spregiativo, perché in realtà la musica contemporanea non è ballabile; vediamo i tentativi falliti come il Tango Nuevo o la pretesa di questo o quel DJ di "innovare" proponendo pezzi suppostamente moderni di dubbia qualità musicale. In concreto: non è il ballerino che deve adattarsi alla musica ma è la musica che deve essere ballabile. In un articolo inviato alla posta dei lettori della rivista digitale Tango y Cultura Popular, di seguito trascritta, cerco di spiegare perché il "tango musica" non è popolare (o non esiste) come lo fu nella prima metà del XX secolo, essendo la decade del '40 l'ultima e la più rappresentativa:

Vorrei dare un contributo all'articolo del Direttore Ricardo Schoua: "Il No-Tango", dal punto di vista di un milonghero (semplicemente un ballerino di tango sociale, non sono maestro), che apparentemente dice il contrario però vedrete che non è così. Sono solidale con la "rabbia" di Ricardo però da un altro punto di vista. Il tango (ballabile) non si scrive da lungo tempo. Oggi non ci sono parolieri e musicisti creativi che fanno musica per ballare. La musica post-moderna, post-epoca d'oro, è stata scritta per essere ascoltata. Astor Piazzolla stesso diceva che la sua musica non si doveva ballare. Questo successe negli anni 50 per diversi motivi. A Buenos Aires, l'erede del tango -- come musica e parole che interpretavano la realtà del porteño -- fu il rock urbano, cantato in "argentino", e questa musica non era suonata nelle milonghe. "Avellaneda Blues" di Javier Martinez, per esempio, ha parole di tango però è un blues. Molti testi di Flaco Spinetta sono di tango. Qualche volta, Astor Piazzolla e Horacio Ferrer contribuirono, però come disse poi, non era tango per ballare. Si, si può nominare Eladia Blasquez, Chico Novarro, Cacho Castaña e interrompo la lista, però questi sono casi che confermano la regola, ma nessuno di questi fece musica per ballare. Il panorama musicale (ballabile) che va dal 1900 al 1950 è fortunatamente ed infinitamente ricco ed i milongheri non devono preoccuparsi. Il problema risiede nei DJs che studiano poco la musica, ed in generale propongono poche orchestre. Molte volte la milonga in se non ha la struttura giusta, ossia, la corretta composizione delle tande e l'appropriata successione delle orchestre.
Poi troviamo il "Tango Nuevo" (come fenomeno ballabile intendo). È penoso vedere i ballerini ballare tango nuevo, non è tango sociale, è molto difficile, è come ballare danza classica senza saperlo fare. Solo pochi, Mariano Frúmboli, Sebastian Arce, Gustavo Naveira, che praticano ore ogni giorno, lo possono ballare con una certa decenza. Loro nelle milonghe, quelle tradizionali, ballano il tango sociale come tutti noi. Nessuno dei due stili è facile, c'è la diversa musicalità di ciascuna orchestra che bisogna rispettare.
Chi non sa ballare chiama "marcetta" la musica straordinaria di Rodolfo Biagi e sono gli stessi che chiedono "tango nuevo", con pezzi di "Otros Aires", "Gotan project", Grace Jones, etc. Potremo ballare musica contemporanea quando sarà composta per ballare tango sociale. Per fare questo bisogna ritornare a Biagi, Lomuto, Donato, Di Sarli con parolieri come Enrique Cadícamo, Romero, etc., perchè il tango ballabile contemporaneo al momento non esiste. Il "nuevo", esistente, è di bassa qualità. Se i ballerini lo vogliono ballare devono prima imparare il tango sociale con le sue variate musicalità. Dato che questo è un processo senza fine, dove si scopre sempre qualcosa, vedranno che lo studio è molto gratificante e che alla fine non è necessario ballare "Gotán" o proponerlo in una milonga per sentirsi all'avanguardia pretendendo che si stia inventando qualcosa di super creativo.
E poi, chi è il DJ creativo?, Quello che mette Tanghetto, Narcotango, (o addirittura Mozart), alla milonga? Dove la maggioranza dei ballerini sembrano zombi che credono di ballare all'ultima moda del tango? Il Dj che mette musica tradizionale non è creativo? Djs: studiate e vedrete che ogni orchestra ha la sua propria musicalità, con infinite possibilità, dove il cantante è uno strumento in più. Qualcosa che non è avvenuto dopo il '50, quando il cantante divenne la stella. I ballerini hanno bisogno di tenori, come Roberto Ray, Raul Berón, Francisco Fiorentino, posso dire fino a Goyeneche ai suoi inizi. Nina Miranda è perfettamente ballabile, e non ha la voce che "recita" o "grida" il tango. Maestri: insegnate ai ballerini prima a camminare, le figure le scopriranno da soli più tardi. Fortunatamente, il tango risorse negli anni 80 come ballo (nelle milonghe) e oggi si balla in tutto il pianeta "la música de los muertos", come la denominò qualche volta Astor Piazzolla. Non c'è città importante dove non ci sia una milonga. Musicisti innovativi seri oggi? Purtroppo non ce ne sono e se verranno andranno nella stessa direzione, parallela, a quella dei vecchi maestri.

Ricardo Schoua mi risponde nell'Editoriale: Chiaro, dipende da quello che ciascuno considera ballabile. Per il lettore (che ci scrive), il paradigma sembra essere Rodolfo Biagi, al quale contrappone con orrore i Gotan Project, però non menziona Osvaldo Pugliese o Anibal Troilo... Biagi non è il mio paradigma, sí, è una delle mie orchestre preferite, però Pugliese e Troilo sono comunque orchestre della decade del '40! Così le mie argomentazioni non si contraddicono.

Poi Schoua commenta: A me, ballare in una piccola pista, piena come una corriera in ora di punta, non mi piace, però ognuno è libero di fare quello che gli pare. Al che io rispondo che un ballerino che sa ballare in una pista piccola o molto affollata (per esempio al Salón Canning nelle milonghe di punta), sa ballare in qualunque pista, aeroporto compreso:>).

Poi: Per evitare problemi, si musicaliza solo con il conosciuto. Però un ballerino sociale non dovrebbe essere in difficoltà nel ballare un tango che non abbia mai sentito. Dopo tutto, nella decade del '40 si producevano tanghi continuamente. Si, però i tanghi avevano l'etichetta: "ballabile".

Se lo dico io non è valido..., non ho autorità, ma vediamo quello che dice il maestro Alfredo De Angelis. Ho letto da poco la sua biografia, scritta dalla figlia. In questo libro De Angelis se riferisce chiaramente al problema dell'anno 1981, ma le sue parole sono attuali:
Uno dei motivi risiede nel fatto che le orchestre moderne non hanno ritmo, sembra musica spagnola, che non ha nulla a che vedere con il tango. La maggior parte dei gruppi suonano tutto eguale, i bandoneones sono monotoni. Oltre al ritmo, non portano la linea melodica del tango, questo non piace al pubblico e anche se lo si vuole imporre non sta prendendo piede.

Questa tendenza non si inverte finché non nasce una orchestra come fu nell'anno 1935, quando uscì Juan D'Arienzo e ruppe con tutte le novità di allora. Oggi avviene la stessa cosa. Il tango è per ballare, oggi hanno cambiato lo stile di ballo, i cantanti gridano, e ribadisco: "-Che durino i dischi di Carlos Gardel, da lui si può apprendere il modo". Gardel non gridò mai, è verificabile nel tempo. Altri esempi sono Francisco Fiorentino, Carlos Dante a Angel Vargas.

All'epoca di Francisco Canaro, uscì Francisco De Caro, che componeva tango ritmato, fu quasi come Anibal Troilo, Juan D'Arienzo e altri ancora che suonavano "cuadrado" ossia per ballare`. Horacio Salgán suonava con uno stile molto pulito, modernizzato, ben arrangiato, e cosa successe? Non era ballabile e finì così! Dopo il 40 non seguì nessun altro musicista degno di nota per quanto riguarda il ballo. Oggi ci vogliono imporre uno stile nuovo, però senza fare tango-tango non accadrà nulla. [In realtà Salgan uscì prima del 40 ma la sua era musica non per ballare, e nessuno lo ballò negli anni 40.]

(Diario La Prensa, 11/1981, "Alfredo de Angelis: Las orquestas no hacen ritmo", nota de Roberto Pertossi).

Più chiaro di così, impossibile.

Perché gli organizzatori insistono a portare in molte milonghe orchestre che compongono musica da ascolto? Perchè i ballerini credono di saper ballare, ma non lo sanno. Non ballano nemmeno bene con le orcheste tipiche e pretendono di ballare il tango "moderno". Qualcuno che distingue la musicalità di ciascuna orchestra, che sa ballare le sincopi, le cadenze ed i silenzi, e non balla todo igual, non va in queste milonghe, perché sa che non lo sono realmente sono "spettacoli di bassa qualità con ballo". Personalmente, quando voglio ascoltare una orchestra vado al teatro dove l'acustica è migliore e la sua funzione è precisamente quella di far sentire e godere la musica. Nella milonga desidero che la musica sia ballabile e non voglio aspettare passivamente che finisca lo "spettacolo" per ballare pagando di più. Le orchestre del '40 radunavano fino a 6 mila persone nelle milonghe di carnevale perché suonavano musica per ballare ed i ballerini avevano una funzione attiva e non passiva interpretando correttamente la musica, con ritmo e melodia come diceva Alfredo De Angelis. Questo è il segreto del successo. Dove sono finite ora le milonghe di quei carnevali? Qualcuno si chiede qual è la causa di tutto questo? La risposta è: la mancanza di ballerini o delle orchestre appropriate?

Per terminare in musica, un esempio delle sincopi, la cadenza ed il silenzio ben ballati su un pezzo di Francisco Canaro, "Invierno" (inedito su CD), testo di Enrique Cadícamo:

Fonte

De Angelis, Isabel, 2004, Alfredo De Angelis. El fenómeno Social. El Tango Club. Ed. Corregidor.

Tango y Cultura Popular, abril 2012, nr. 135; www.tycp.com.ar.

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